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Avanti tutta con il freno a mano tirato: Catania e il suo PRG (del 1964!)



A proposito di mancanza di progetti e visioni del futuro nelle italiche genti, o se preferite, in questo caso, nelle sicule genti. Si dà il caso che a Catania da decenni si attende un nuovo PRG. Quello in vigore, redatto da un nome altisonante dell'urbanistica italiana come Piccinato, ormai è cotto e stracotto. Ma non quanto il Regolamento Edilizio, che risale al 1935, diventanto lettera morta e dimenticato anche dal Dipartimento di Urbanistica.
Quelli che per volontà o per necessità mettono il naso in cose di architettura vera, costruita nel mondo comune e non nel paradiso dei grandi musei per grandi architetti, sanno cosa voglia dire questa mancanza. Si brancola nel buio perché mancano norme certe e tutto il potere passa nelle mani dei funzionari, che sono costretti a interpretare le norme in modo discrezionale (e i furbetti approfittano di questi spazi enormi per favori nepotismi mazzette ecc ecc).

Eccoci qua nel 2011. Quando riuscirà Catania a darsi un nuovo PRG? Sono aperte le scommesse. La città intanto paga in occasioni perse nei decenni questo ritardo, paga una rete di favoritismi e vie semilegali per ottenere i permessi, che sarà sempre più difficile estirpare.

Ma tiriamoci su: da poco ha aperto l'IKEA.

Pubblicato il 26/5/2011 alle 16.1 nella rubrica Diario.

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