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Libri da leggere e rileggere (poi, leggere ancora)



In media un italiano non legge neanche un libro l'anno: può perdere tempo a rileggere lo stesso libro? Primo punto: questo post è per quelli che in Italia possono tranquillamente definirsi intellettuali, gente che legge almeno tre libri l'anno. Cari intellettuali, non so se capita anche a voi di rileggere un libro. E non finisce lì. Di leggere per una terza volta e infine pernsare: "quasi quasi tra qualche anno me lo rileggo!".
E' un sintomo chiaro di asocialità, di intellettual-secchionismo o pipe mentali che girano a vuoto. Eppure ci sono libri così densi che per iniziare a capirli, a farli tuoi, a dare del tu all'autore, devi percorrerli più volte.
Basta chiacchere. Vi dico quelli che io rileggo con piacere e con guadagno.

Italo Calvino: Marcovaldo
Sono racconti brevi. Marcovaldo è un personaggio magnifico, un operaio spiantato con la sensibilità poetica delle persone semplici. Un pasticcione buono. Così leggero e godibile Calvino non lo trovate da nessuna parte. Ad ogni rilettura, la freschezza rimane e stupisce.

Roland Barthes: Tutto
Barthes in Italia lo pubblica Einaudi e se lo fa pagare, tranne nelle ultime edizioni tascabili. Ma ogni libro va comprato e letto. Preferisco tra tutti "l'impero dei segni", "frammenti di un discorso amoroso" e "saggi critici" (quest'ultimo varia di dimensioni a seconda dell'edizione che trovate in libreria o in bancarella). Barthes è una fonte di riflessioni senza fine. Leggere, rileggere, ririleggere.

Giò Ponti: Amate l'architettura
Roba per architetti o per amanti dell'architettura e dell'arte. E' scritto per frammenti, si può rileggere e rimuginare a piacere, a piccolo morsi o a grandi abbuffate. Spunti di riflessione a non finire. Contraddittorio come deve essere chiunque voglia parlare schietto e non fare discorsetti teorici sull'arte, come il 98% della critica d'arte che trovate negli scaffali.

Bruno Munari: Da cosa nasce cosa
E' andato e va ancora tanto di moda tra i designer fighetti. Ma rimane un gran personaggio, ironico, diretto, un artista designer, buon comunicatore, sempre curioso, sempre divertito. Brevi saggi illuminanti e irriverenti. Per tutti: e non è da poco spiegare a tutti cose comlicate come il progetto, cose così semplici come un progetto.

Bruno Latour: Non siamo mai stati moderni
A me questo libro ha dato una scossa. Dopo averlo letto non ero più la stessa persona. (Ogni mattina, a ben vedere, non sono più la stessa persona del giorno prima, ma qui entriamo in lunghi, vaghi, ammalianti discorsi). Un saggio da digerire che fa a pezzi la supponenza dei "moderni", che, brandendo la scienza come una spada, pretendono di appartenere ad un presente isolato per sempre da ogni passato. E che mette in crisi il confine tra natura e società.

Paul Feyerabend: Dialogo sul metodo
Le certezze della scienza iniziano a franare. Che c'è di strano? La conoscenza è sempre un cammino, non si arriva mai alla meta. Dunque meglio viaggiare con il proprio spirito critico: "Non ho molto rispetto per quelli che vogliono fare da guida o permettono la formazione di scuole atte a produrre tali "guide". Al contrario, penso che molti dei cosiddetti "educatori" del genere umano siano solo criminali assetati di potere i quali, essendo insoddisfatti della propria meschina personalità, vogliono rengare sulle menti altrui e fanno tutto quelo che possono per aumentare il numero degli schiavi."


Pubblicato il 25/2/2011 alle 23.26 nella rubrica Diario.

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