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La vita agra




I giorni a cavallo tra la fine e l’inizio dell’anno sono quelli di bilancio sull’anno appena trascorso.

Per me è stato un anno di esperienze lavorative importanti, di nuova casa (in affitto) ma anche di ristrettezze economiche. Perciò, leggendo “la vita agra” di Brancati, ritrovo le mie stesse preoccupazioni economiche (e non solo) per l’anno che verrà, e per gli anni a venire, in cui dovrò crescere due figlie con mia moglie.

Faccio progetti per il nuovo anno, dato che una vecchia collaborazione va scomparendo e la libera professione di architetto non rende abbastanza da pagare tutte le spese, tasse, bolli, multe, bollette. Cosa hanno fatto, in fondo, i miei genitori, per tutta la loro vita, fino ad oggi, se non tirare avanti, come Brancati, con la preoccupazione sempre del domani, di quel che non si è previsto, dei soldi che possono mancare in ogni momento? Vita agra, quella del libero professionista: piccolo imprenditore che può contare solo sulle sue capacità intellettuali e sulla possibilità di raggiungere clienti motivati e disposti a pagare la parcella.

 

Sarà una anno di passaggio, il 2010, in cui si deciderà del futuro della mia professione. Intanto ho deciso di riprendere seriamente la pittura. E speriamo bene.


(L'acrilico su carta sopra riprodotto è frutto del mio lavoro ai pennelli durante le vacanze, si intitola "passaggio nel castello", rielaborazione di una foto scattata al Castello Sforzesco).

Pubblicato il 7/1/2010 alle 14.45 nella rubrica Diario.

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