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ilblogdellacosa Le cose hanno un fascino misterioso
Quanto costa l'architetto?
post pubblicato in Architettura, il 22 febbraio 2010
Dopo il decreto Bersani, un sistema astruso e antiquato (risaliva ad un lontano Regio Decreto!) di calcolare la parcella degli architetti è finalmente andato in soffitta.
Ma, tolto questo ingombrante mostro di mezzo, gli architetti oggi come li dovrebbero fare i prezzi? Come si fa a definire quanto costa redarre una DIA o fare il progetto di massima della villa del Dottor Brambilla? I vari ordini professionali alla spicciolata hanno cercato di dare una risposta ai loro iscritti piuttosto confusi, senza riuscire però a dare punti condivisi di riferimento.
Brancolando anche io nel buoi, sono rimasto piacevolmente sorpreso quando ho scoperto che il CNAPPC ha redatto dei "Protocolli prestazionali per l'edilizia privata" davvero utili ed esaustivi (non ci sono i prezzi, ma sono un buon punto di partenza).
Il merito di questi Protocolli prestazionali, che trovate qui, è di mettere chiarezza in un campo, quello dell'architettura, in cui i venditori di fumo sono protagonisti e i professionisti seri una minoranza. Con questo documento alla mano, si può valutare lo stato dell'arte delle prestazioni professionali, per capire se il lavoro è stato ben impostato (e magari eseguito) dal professionista oppure no.
Io batterei su questo, cari colleghi architetti, invece di schierarsi tutti contro le capacità progettuali dei geometri e contro un disegno di legge che svilirebbe ingegneri ed architetti. Chiariamo piuttosto i criteri per giudicare la qualità dell'operare di ogni professionista: sarà la pratica quotidiana, poi, a dire chi sa fare cosa, e chi no.
Dipingo queste cose qui
post pubblicato in Diario, il 18 febbraio 2010
Mi sono ridato alla pittura, oltre al resto (non mi bastava il lavoro e l'arrivo della seconda figlia). Per iniziare ho messo in mostra le mie ultime opere qui.
Se proprio uno non avesse altro da fare.

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permalink | inviato da ilblogdellacosa il 18/2/2010 alle 20:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
La carta è roba da vecchi
post pubblicato in Diario, il 6 febbraio 2010



Entrando in una cartoleria fornitissima con l'acquolina in bocca (quello spirito dei bambini davanti alla vetrina dei giocattoli, quel mondo inesplorato di opere ancora da fare, di materiale che promette infinite possibilità), sono rimasto deluso e ho capito di essere invecchiato.
Tutta la varietà colorata e trattata in mille modi che la cartoleria offriva era infatti adatta alla stampa (con stampante del pc, chiaramente). Niente carta di qualità per scrivere o disegnare. Al massimo cartoncino per improbabili opere di bricolage.
Il fatto è che oggi molto più che scrivere o disegnare, si stampa quel che si è scritto o disegnato al computer. Peggio: quel che ancora si scrive o si disegna, è giudicato di così poca importanza rispetto a ciò che si stampa, che la carta dedicata è avvilente, block notes a quadretti con fogli tipo velo di cipolla o quaderni e quadernoni con pesanti righe orizzontali viola.
Per trovare un blocco di carta minimamente di qualità, senza righe quadretti linee angolini, bisogna fare i salti mortali. Sembra strano al resto del mondo ma noi architetti ci siamo affezionati. E forse per questo la Pigna ci ha concesso una tipologia di blocco, con spirale e staccabile, fogli A4 tutti bianchi, battezzandolo appunto "Architetto" (seppure la carta impiegata non sia poi esaltante).
Non parliamo di belle carte artistiche, con tessuto nell'impasto: sono rarità che si trovano solo negli ultimi negozi per belle arti rimasti. Negozi per i nostalgici ed i vecchi, come me.
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