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ilblogdellacosa Le cose hanno un fascino misterioso
Architetti, fate le scale (consigli quasi seri agli architetti, come li avrebbe scritti Giò Ponti, modestamente)
post pubblicato in Diario, il 6 luglio 2011

La scala è uno dei protagonisti della composizione architettonica.

Salire: percorrere in verticale l'edificio. Avere visioni orginali e inaspettate dello spazio interno dell'edificio (ci aveva già pensato, con successo, Le Corbusiere con la sua "promenade architecturalle"). Salire è una bella esperienza quando si scopre qualche cosa di nuovo.

Oggi le scale sono sempre più spesso cieche, senza viste: salire è un gesto ripetitivo e triste.

L'architetto che vuole strafare farà scale tutte a sbalzo dal muro oppure scale in vetro e acciaio: sono sculture belle da vedere, che però a salirle non dicono niente.

Anche Calatrava ha fatto una scala di vetro a Venezia: che caduta di tono... Quando si vuole guardare cosa c'è sotto una scala, basta sporgersi!

Scarpa faceva scale con tutti i gradini diversi, non in altezza (se no si inciampa) ma in larghezza, texture, materiale. Perché salire le scale è un movimento meccanico acquisito, che si ripete per miglialia di volte nella nostra vita. Far percorrere le scale mantenendo vivo l'interesse è il primo obiettivo dell'architetto.

Le scale devono essere sempre comode e sicure: l'estetica viene dopo. Una bellissima scala scomoda è un delittto, quanto una scala senza parapetto (lasciatela fare agli sprovveduti).


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