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ilblogdellacosa Le cose hanno un fascino misterioso
L'architetto? E' come "u parrinu"
post pubblicato in Architettura, il 28 aprile 2010

In cantiere se ne impara sempre una. O meglio: si riscopre.
Ieri un ascensorista di Palermo, che fa questo mestiere da una vita, mi ha detto: " fare l'architetto è come fare u parrinu" (il prete, per gli stranieri) perché ci vuole la vocazione.
E ha proseguito, citando le parole che aveva detto ad un architettino senza capelli bianchi (io ne ho diversi, faccio la mia figura), all'interno di un cantiere in un edificio storico al porto di Palermo, "quando arrivano gli architetti in cantiere non gli va mai bene nenti. Ma noi li dovremmo ringraziare! Senza gli architetti, chi ci avrebbe portato tutta questa bellezza? Non si sente nicu nicu, lei, davanti a queste belle cose?"
L'ascensorista, oltre ad aver solleticato l'amor proprio di tutta la categoria, in fondo ha tradotto in parole quello che andavo pensando anch'io: fare l'architetto è davvero una passione e una missione, che non verrà mai pagata sufficientemente in denaro per il lavoro e la partecipazione che ci si mette. (Tranne nel caso dei gran progetti da esibire, nei carri carnevaleschi che servono a fare pubblicità ma con l'architettura hanno poco in comune, musei e piazze per intenderci).
Se rinasco, faccio il commercialista.
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