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ilblogdellacosa Le cose hanno un fascino misterioso
De Carlo su Le Corbusier e le sue griglie
post pubblicato in Architettura, il 2 maggio 2011


"In quel periodo tornava spesso nel dibattito architettonico l'immagine della griglia. Nella sostanza era un modello che cercava di spiegare la realtà e di conferirle un ordine comprensibilie. La griglia più famosa dell'epoca moderna è quella delle quattro funzioni, inventata da Le Corbusier pressappoco all'epoca della Carta di Atene. Dire che la vita è scindibile e riassumibile in quattro funzioni (abitare, lavorare, circolare, rigenerare il corpo e lo spirito) piò anche aiutare in prima appsossimazione ad affrontare il problema, ma la griglia delle quatro funzioni non esaurisce le molteplicità della vita umana. Tutt'al più ne disegna una metafora, un poco avara e restrittiva. E bisogna sempre stare attenti con le metafore, perché possono aiutare a capire, ma per la durata di un arco minimo di tempo. Se ci si resta dentro, presi dalla sua suggestione, si perde la capacità di cogliere quello che sembrava suggerire; se ne assume solo la banalità che le deriva inevitabilmente dall'essere una semplificicazione.
Molti architetti avevano creduto sinceramente che la vita si risolvesse in quella griglia di quattro funzioni che li aveva affascinati. Ma non era neanche così sugestiva; anzi, era vaga. Cosa voleva dire, dopo tutto, rigenerare corpo e spirito? Niente di più che fare ginnastica sotto i pilotis e poi correre in tuta sul tetto-giardino, come Le Corbusier aveva suggerito in alcuni disegni della VIlle Radieuse.
D'altra parte Le Corbusier era un architetto di grande qualità, che nelle sue realizzazioni superava tutti i suoi schemi. Ma gli architetti mediocri, che prendevano come oro colato ogni sua dichiarazione, finivano invece per proporre progetti deplorevoli.

[...] Allora andavo frequentemente a Marsiglia [...] Andavo a vedere l'Unité d'habitation, dove Le Corbusier aveva dato una rappresentazione esaustiva e assai stimolante delle sue idee sull'edilizia residenziale.

Un'architettura pensata per l'"uomo nuovo", non per l'uomo che c'è.

Proprio così, per l'"uomo nuovo" come La Corbusier pensava che dovessero essere gli uomini. E sappiamo che questo non è possibile, che non si può dire come debbono essere gli uomini. Gli uomini sono come sono e basta. Ogni volta che qualcuno pensa di poter trasformare l'uomo, e ne ha il potere, finisce col produrre tremendi disastri.

Di Franco Buncuga
Conversazioni con Giancarlo de Carlo
Eleutherà, Milano, 2000
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